Data:26 marzo 2025
Alcune autorità di regolamentazione europee stanno lanciando un allarme sulla potenziale tossicità dell'erba tradizionale, l'ashwagandha. (Withania somnifera (L.) Dunal), uno degli integratori botanici più utilizzati in tutto il mondo, perché contiene alcaloidi pirrolizidinici. Le segnalazioni di lesioni epatiche associate all'ashwagandha non sono nuove, ma gli avvertimenti da parte delle autorità di regolamentazione stanno diventando sempre più frequenti, con la Danimarca che ha introdotto un vero e proprio divieto per gli integratori di ashwagandha, nonostante la sua lunga storia di uso sicuro. Ora, i Paesi Bassi stanno esaminando attentamente l'ashwagandha, con l'obiettivo di vietarne l'uso.
Il 24 marzo 2025, l'Alleanza per la salute naturale in Europa (ANH Europe), un'organizzazione senza scopo di lucro che mira a promuovere e proteggere la salute naturale, ha presentato una risposta al processo di consultazione del governo olandese sulla proposta di modifica del decreto sulla legge sulle materie prime che vieta completamente la popolarissima erba Ashwaganda.
ANH Europa si oppone fermamente alla proposta del governo olandese di vietare l'ashwagandha, un'erba adattogena utilizzata principalmente per migliorare la resilienza allo stress. L'organizzazione sostiene che il divieto sarebbe sproporzionato, creerebbe incertezza giuridica per altre erbe tradizionali e potenzialmente esporrebbe i cittadini olandesi a gravi rischi per la salute, in quanto queste erbe attualmente legali e soggette a rigidi requisiti di sicurezza - data la loro elevata popolarità - saranno sicuramente presto sostituite da prodotti inferiori o adulterati.
Riassunto della presentazione
L'Alliance for Natural Health Europe (ANH Europa) si oppone fermamente alla proposta del governo olandese di vietare l'erba ayurvedica ashwagandha (Withania somnifera) che è un'erba adattogena molto popolare, utilizzata principalmente per migliorare la resilienza allo stress. L'organizzazione sostiene che il divieto sarebbe sproporzionato, creerebbe incertezza giuridica per altre erbe tradizionali e potenzialmente esporrebbe i cittadini olandesi a maggiori rischi per la salute derivanti da prodotti inferiori o adulterati.
- Mancanza di proporzionalità e di basi scientifiche
ANH Europa sottolinea che il divieto proposto non è supportato da solide prove scientifiche. Sebbene vi siano state segnalazioni isolate di tossicità epatica legata all'ashwagandha, il Governo olandese non è riuscito a stabilire la causalità utilizzando metodi di valutazione standard (ad esempio, la scala RUCAM). Inoltre, monografie ben riconosciute confermano la sicurezza generale dell'ashwagandha quando viene utilizzata alle dosi raccomandate, fino a 6,5 g di radice secca (o equivalente) al giorno. Il divieto non tiene conto di questo consolidato record di sicurezza e travisa il profilo di rischio dell'erba.
- Incertezza legale e minaccia per altre sostanze botaniche
Vietare l'ashwagandha creerebbe un precedente di incertezza legale per molte altre erbe tradizionali con una lunga storia di uso sicuro, come la Rhodiola, il ginseng siberiano e la Schisandra. Ciò comprometterebbe l'accesso dei consumatori ai prodotti naturali per la salute e imporrebbe oneri normativi ingiustificati all'industria degli integratori a base di erbe.
- Aumento dei rischi per la salute dovuti a prodotti di qualità inferiore
Proibire l'ashwagandha potrebbe spingere il mercato alla clandestinità, portando alla circolazione di prodotti inferiori o adulterati, soprattutto attraverso i rivenditori online. Tali prodotti, spesso privi di controlli di qualità, potrebbero contenere parti non di radice o estratti concentrati con profili chimici alterati, aumentando il rischio di effetti avversi. ANH Europe avverte che il divieto potrebbe portare i consumatori ad essere esposti a maggiori rischi per la salute, anziché proteggerli.
- Proposta di regolamento proporzionato
Invece di un divieto assoluto, ANH Europa raccomanda un approccio proporzionato di gestione del rischio che includa:
- Limite di dose giornaliera di 6,5 g di radice secca (o equivalente).
- Esclusione delle parti non radicali dagli integratori alimentari.
- Etichette di avvertimento obbligatorie che sconsigliano l'uso durante la gravidanza.
ANH Europe esorta il governo olandese a riconsiderare il suo divieto, ad adottare un approccio razionale e basato sulle prove, e a dare priorità alla scelta dei consumatori e alla protezione della salute pubblica.
>>> Scarica la risposta completa alla consultazione di ANH Europe
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