Proposta di divieto dell'Ashwagandha

25 marzo 2025

Alliance for Natural Health Europe (ANH Europe) Sintesi della risposta alla consultazione

Proposta di divieto dell'Ashwagandha nei Paesi Bassi

L'Alliance for Natural Health Europe (ANH Europa) si oppone fermamente alla proposta del governo olandese di vietare l'erba ayurvedica ashwagandha (Withania somnifera), un'erba adattogena molto popolare utilizzata principalmente per migliorare la resilienza allo stress. Come altri 706 denuncianti, dato il numero di risposte nella procedura di consultazione. L'organizzazione sostiene che il divieto sarebbe sproporzionatoCreare incertezza legale per altre erbe tradizionali, e potenzialmente esporre i cittadini olandesi a maggiori rischi per la salute da prodotti inferiori o adulterati.

1. Mancanza di proporzionalità e di basi scientifiche

ANH Europa sottolinea che il divieto proposto non è supportato da solide prove scientifiche. Sebbene ci siano state segnalazioni isolate di tossicità epatica legata all'ashwagandha, il Governo olandese non è riuscito a stabilire la causalità utilizzando metodi di valutazione standard (ad esempio, la scala RUCAM). Inoltre, monografie ben riconosciute confermano la sicurezza generale dell'ashwagandha quando viene utilizzata alle dosi raccomandate fino a 6,5 g di radice secca (o equivalente) al giorno. Il divieto non tiene conto di questo consolidato record di sicurezza e travisa il profilo di rischio dell'erba.

2. Incertezza giuridica e minaccia per altre sostanze botaniche

Vietare l'ashwagandha significherebbe creare una precedente di incertezza giuridica per molte altre erbe tradizionali con una lunga storia di uso sicuro, come la Rhodiola, il ginseng siberiano e la Schisandra. Ciò comprometterebbe l'accesso dei consumatori ai prodotti naturali per la salute e imporrebbe oneri normativi ingiustificati all'industria degli integratori a base di erbe.

3. Aumento dei rischi per la salute dovuti a prodotti inferiori

Vietare l'ashwagandha potrebbe spingere il mercato alla clandestinità, portando alla circolazione di prodotti inferiori o adulteratisoprattutto attraverso i rivenditori online. Tali prodotti, spesso privi di controlli di qualità, potrebbero contenere parti non di radice o estratti concentrati con profili chimici alterati, aumentando il rischio di effetti avversi. ANH Europa avverte che il divieto potrebbe portare a i consumatori sono esposti a una maggiore rischi per la salute, piuttosto che proteggerli.

4. Proposta di Regolamento proporzionato

Invece di un divieto assoluto, ANH Europa raccomanda una rischio proporzionato approccio gestionale che comprende:

  • Limite di dose giornaliera di 6,5 g di radice secca (o equivalente).
  • Esclusione delle parti non radicali dagli integratori alimentari.
  • Etichette di avvertimento obbligatorie sconsigliandone l'uso durante la gravidanza.

ANH Europa esorta il governo olandese a riconsiderare il suo divieto, ad adottare un razionale, approccio basato sull'evidenzaE dare priorità alla scelta dei consumatori e alla tutela della salute pubblica.